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CREDITI





DONNA
E
DEA

TRASFORMAZIONI
E PERCORSI
AL FEMMINILE
SOTTO IL SEGNO
DELLA LUNA

 




Esperienze di vita e nella Mailing List Il Calderone Magico...

TRIVIA – MILANO, 26 GENNAIO 2008 – HOTEL MICHELANGELO


Maria Giusi Ricotti e Micaela Balice portano, oltre la loro esperienza personale, il racconto del vissuto e delle attività della “Tribù delle Donne” aggregatasi in una mailing list ilcalderonemagico e in un gruppo di siti nati nell’ambito di un progetto femminile e lunare condiviso: il web-ring www.nuovelune.it

All’intervento era coordinato un workshop di due ore aperto a donne e uomini:
IL CORPO E LA LUNA, QUATTRO FASI PER CONOSCERE MEGLIO SÈ STESSI
Il laboratorio propone esercizi di meditazione, espressione corporea e creatività per iniziare a riconoscere ed entrare in risonanza con il significato profondo della quadruplicità lunare che si manifesta in noi.



   

LA LUNA
IL SACRO
E
LA DONNA

di Micaela Balice

In principio c’era la Dea.
La vita nella sua interezza scaturiva dal ventre femminile: così testimoniano i ritrovamenti nei siti archeologici del Paleolitico e del Neolitico; donne con forme tonde, coi seni esuberanti e grosse natiche.



L’uomo antico non poteva far altro che prendere atto che la vita si perpetuava attraverso la donna e solo attraverso essa. Il culto di una Grande Madre portatrice di fecondità sia nelle specie animali che in quelle vegetali, è stato tenuto in gran conto in tutto il nostro passato antico, quel passato di cui nulla si studia a scuola e che solo ora riemerge a fatica grazie al contributo di archeologi e studiosi che hanno smesso di leggere la storia solo con occhi maschili.




La Grande Madre con il suo culto, esteso in tutta Europa così come in Oriente e in altri continenti, era portatrice forti valori sociali. In queste comunità l’uomo non era sottomesso ma “i due principi (maschile e femminile) si manifestavano l’uno accanto all’altro. La divinità maschile, con l’aspetto di un giovane o di un animale maschio, sembra affermare e consolidare le forze della femmina attiva e creatrice. L’uno non è subordinato all’altra: completandosi reciprocamente il loro potere si raddoppia” .
Sin dai primordi la Grande Madre veniva venerata nelle sue varie forme, tra cui la principale è senz’altro la luna.



La luna era il riferimento dello scorrere ciclico dell’anno, ed era su di essa che si basavano (e si basano comunque ancora oggi anche se in modo non ufficiale) le semine, i raccolti, ma anche le gravidanze, la cova dei pulcini, le potature etc.
Infatti la luna è la Grande Signora, è una donna ed è lei che regge il crescere della vita e tutto quello che si genera o rigenera.
Inoltre la luna governa i liquidi: è stato oramai appurato anche scientificamente che essa influenza, oltre le maree, anche il mestruo ed il suo comparire. Ancora nel secolo scorso molte contadine usavano regolarsi guardando la fase lunare.


LA DONNA IN RELAZIONE CON LA LUNA

La spettacolare Venere di Laussel è il primo il “calendario lunare” che conosciamo ed è indubbiamente femminile.



Il bassorilievo in pietra scolpita risale al Paleolitico Superiore (30.000 - 20.000 a.C.) ed è ora conservato al Musée d’Aquitaine, Bordeaux, Francia.
Detta anche “Dea del corno”, ritrae una figura femminile che regge nella mano destra un corno con tredici tacche. E’ evidente il riferimento alla falce lunare e al potere connesso con l’astro. Le tredici tacche potrebbero benissimo corrispondere alle tredici lunazioni che si verificano all’interno di un anno solare, un tempo misurabile da un solstizio invernale ad un altro.
I primi calendari sono stati effettivamente lunari ed ancora oggi grandi culture come quella islamica e quella ebraica conservano tale tipo di computazione del tempo, per non parlare del calendario delle feste cattoliche che si basa principalmente sulla luna piena pasquale.
Sul corno della Venere di Laussel sono state individuate 13 tacche riferibili al calendario lunare e, poiché la luna ha un ciclo di 28 giorni circa, veniva automatico associare ad esso il ciclo femminile, anch’esso di 28 giorni.
La Venere di Laussel con la mano sinistra si tocca il ventre arrotondato segno di gravidanza (altro momento governato dall’astro lunare) forte simbolo di fertilità e rigenerazione della specie.


Il mestruo

Di queste raffigurazioni è costellata la storia antica e recente: pietre lunari o steli con forme di donna gravida venivano ancora messe, fino al secolo scorso, accanto ai filari delle vigne nelle Langhe e nell’astigiano oppure pietre sacre venivano utilizzate per scongiurare la sterilità sfregandocisi sopra.




Il ciclo lunare ha permesso alle donne di costruirsi un calendario non solo stagionale e ad uso sociale, ma anche dei ritmi mestruali e fecondi, tanto che in clan o gruppi molto coesi le donne entravano nel mestruo tutte insieme.
Il ciclo mestruale veniva calcolato osservando la fase lunare corrispondente al primo giorno del mestruo che, ovviamente, si sarebbe ripresentato alla corrispondente ma successiva fase, 28 giorni dopo. Tale calendario era ancora usato fra le donne della campagna casalese a metà del 1900.
Ricordiamo che parliamo di culture a tradizione orale, che vivevano in ambienti senza energia elettrica ed erano sostanzialmente analfabeti. Una donna di allora (e si può giungere tranquillamente alla metà del secolo scorso…) il primo giorno del ciclo poteva agevolmente guardare fuori dalla finestra la fase lunare in corso e avere una indicazione chiara per il ritorno del ciclo successivo.


Le fasi
Il cammino di consapevolezza dell’iniziazione femminile mestruale passa attraverso il recupero del calendario lunare a cui esso è legato.




Così come la luna ha quattro fasi nell’arco del mese, anche il ciclo femminile presenta quattro fasi schematizzabili usando la stessa simbologia utilizzata per la luna.

Nella sua ciclicità la luna compie un viaggio di nascita e morte che si reitera all’infinito.




Durante la sua prima fase (la luna crescente) appare come uno spicchio tenue nel cielo rivolto verso Est. Dal buio e dalle tenebre che hanno costellato le notti precedenti ritornano la speranza e la luce. E’ la pubere, la “fanciulla”, la giovane Parca che fila il destino delle nascite. E’ la promessa di speranza e futuro, è il primo mestruo, il menarca.
Nella fisiologia femminile questa fase possiamo chiamarla (in accordo con il lavoro di Mirando Gray) fase della Vergine: come l’adolescenza, anche questa fase ci rende dinamiche e radianti. La donna non è ancora fertile ed non è ancora soggetta al desiderio della procreazione. E’ vergine perché “appartiene a se stessa”. Ha voglia di socializzare col mondo, è sicura di sé, ha voglia di realizzarsi e fare nuovi progetti. E’ creativa. Anche sessualmente si sente meglio disposta, più attraente e con maggiore voglia di giocare.




La maturazione della luna, o evoluzione, la porta a divenire piena, tonda, luminosa tanto da consentirci di camminare di notte nei boschi al chiarore della sua luce, magari a raccogliere erbe. Allora essa è la Madre, la generatrice, sferica come la pancia della donna gravida, luminosa e portatrice di vita, la Selene della notte. E’ la donna nella sua maturità e nella sua bellezza piena.
Nella fisiologia femminile possiamo chiamarla fase della Madre, questa ci riporta coi piedi a terra: la Luna Piena che la governa, bianca, trionfante, luminosa ma anche prossima al re-inizio della diminuzione, ci ricorda la presenza della nostra ovulazione. La spinta genetica alla riproduzione ci porta da un lato a desiderare l’accoppiamento, dall’altro a temerlo, conoscendo le conseguenze.
Il senso di egocentrismo si perde e la donna matura la maternità interiore, la predisposizione agli altri. Si ritrae dai suoi bisogni e si dedica al prossimo con amorevoli cure. Si assume responsabilità ed eccede nelle rinunce. Accudisce, nutre, genera idee e progetti, consolida quelli esistenti. Attira la gente perché è disponibile e attenta: è una buona ascoltatrice, è la mamma, è la maturità piena.




Il ciclo continua e - come in un Tao, perché la vita è fatta di opposti - cala la fase luminosa. Luna calante, rivolta ad Ovest come a guardare il regno delle ombre: è la vecchia, è il declino, è la sterilità incipiente, è il presagio della notte buia che ritorna.
E’ la fase dell’Incantatrice: l’ovulo non fecondato viene rilasciato ed il lato interiore torna ad essere predominante. E’ l’Ovest, è la Vecchia. Come Vecchia ha oramai coscienza dei misteri della natura, dei suoi poteri e dell’effetto che questi avranno sugli uomini. Incanta, ammalia, fa in modo che le cose vadano come lei desidera. Le energie, se non gestite in modo corretto, possono diventare troppo impetuose. Man mano che questa fase si avvicina alla fine, la fase della Strega torna a manifestare il suo potere, si diventa intolleranti, il gioco non ci interessa più.




Nera infine è la luna, come nera torna ad essere la notte. Gli spiriti degli altri mondi vagano in cerca di pace, Ecate incombe ed i cani latrano al buio. La morte si sente nell’aria, le tenebre sono ovunque.
La fase della strega corrisponde alle percezioni abbastanza diffuse tra le donne di irritabilità e di distruttività. La sterilità (sia fisiologica, sia nei sentimenti) predomina e “contamina” tutto ciò che ci circonda. E’ una fase introspettiva, depurativa al massimo, di ricarica energetica. La separazione dal mondo attivo serve per avere il tempo (mentale oltre che fisico) per rigenerarsi.
I tabù allontanavano la donna da tutto ciò che è generativo per evitare che questa “energia sterile” si divulgasse. L’acqua “raffredda” il fuoco interiore che divampa nella donna mestruata (il calderone: utero che produce fuoco, sangue) pertanto bisognava evitarla, almeno per un po’… L’interiorizzazione di questa fase porta alla visione sciamanica (la strega viaggia tra i mondi a cavallo della sua scopa), ai sogni premonitori, all’introspezione. La donna cerca le risposte alle sue domande non con la ragione ma con l’intuizione, col ventre recettivo come una parabola girata verso il mondo.
E’ la morte.

Comprendendo il significato delle fasi lunari è più facile comprendere la potenza ambivalente del femminile (la sterilità di un mancata nascita annunciata dal sangue ma la potenzialità insita di generare confermata dallo stesso) che veniva esorcizzata con una serie di tabù e rituali.
La segregazione, ovvero il ritiro della donna in ambienti appositamente adibiti (case delle donne) era il primo utile accorgimento. In molte culture era soprattutto il primo mestruo, il menarca, ad essere protetto in questo modo. Oggi leggiamo in ciò una reclusione che va contro la donna e i suoi diritti, quando non la demonizza, ed indubbiamente il significato della reclusione - ove ancora praticata - ha assunto oramai questo ruolo (tant’è che preferiamo andare al lavoro facendo finta di nulla, piuttosto che rimanere isolate per qualche giorno solo perché siamo sotto ciclo). Ma in origine questa protezione che difendeva la comunità dalla sterilità momentanea trasmissibile in senso energetico dal sangue mestruale, era soprattutto una tutela per la donna: la esentava dai lavori quotidiani, dall’accudimento dei figli e dalle insistenze del marito per dedicarsi alla visione sciamanica o a quello che la Pinkola Estés chiama “il tornare a casa”.


L’umore - fasi della vita
armonia [ideale] e disarmonia [reale]...





La fisiologia della donna è governata dai ritmi lunari e dalla finalità non solo simbolica della generazione, del nutrimento, della fecondità (estensibile dal singolo a tutto l’ambiente che lo circonda: comunità, vegetali, animali etc…); similmente il ritmo ciclico della luna si rispecchia nella psiche femminile conducendola nell’arco dei 28 giorni da fasi di grande disponibilità - e dedizione verso l’altro - a fasi di necessaria introspezione che sfociano anche in un bisogno di solitudine espresso allontanando gli altri da sé: la lunaticità.
Tenendo conto che tutto ciò avviene all’incirca in un mese (un tempo estremamente breve) e dalla pubertà e fino alla menopausa, possiamo comprendere la confusione del mondo maschile verso la nostra “mutevolezza”, instabilità, lunaticità. Possiamo capire quanto sia difficile per loro (così solari, così puntuali, così costanti) comprendere il nostro cambiare repentino (letteralmente di settimana in settimana).
Difficoltà e confusioni che abbiamo perfino noi stesse: se non siamo più collegate consapevolmente al nostro ciclo e subiamo la nostra volubilità come una disfunzione, un disagio cercando rimedi che ci livellino.
Ma questo ciclo vive e palpita dentro di noi sin dalla creazione e non possiamo livellarlo.
Possiamo solo imparare ad integrarlo.


Cosa si può fare per tornare a “sentire” i ritmi lunari?

Quello che segue è solo una proposta che va intesa più come una indicazione che non come un metodo.
L’obbiettivo è quello di recuperare una consapevolezza ed un dialogo col proprio sé corporeo e con il suo linguaggio, del quale in una donna, il ciclo ne è la principale manifestazione.




In primo luogo è necessario avere un calendario lunare (potete trovare il nostro gratuitamente su www.nuovelune.it: l’unico calendario realmente lunare, che parte da un novilunio e termina al novilunio successivo).
Su questo calendario sarà possibile annotare le caratteristiche del ciclo (nelle sue 4 fasi e non solo considerato come “i giorni del mestruo”) e delle reazioni individuali:
Ogni donna può segnare delle osservazioni che potrebbero essere simili alle seguenti:




Questi item intanto cominciano a darci la percezione del ciclo nella sua globalità, mentre invece siamo abituate a pensarlo solo nei giorni dell’evidente perdita di sangue e ad ignorarlo negli altri. Inoltre ci consente di conoscerci meglio: di associare la fame bulimica all’ovulazione, per esempio. Il nervosismo, il bisogno di solitudine ed una certa “cattiveria” alla fase dell’incantatrice – premestruale, il nostro bisogno di sesso o di attenzioni ad altre fasi.
Approfondendo le osservazioni potremmo verificare con quali energie il ciclo si allinea: una donna che non ha intenzione di generare prole ma di dedicarsi a sé potrebbe scoprire di avere le mestruazioni in luna piena, sincronizzando la sua creatività ad un mondo magico e non procreativo. E via dicendo.
Potrebbe esser significativo, in futuro, anche analizzare items quali l’importanza della Luna di nascita nella comparsa delle mestruazioni, l’influsso dei transiti lunari ed esercizi che possano armonizzare meglio le nostre energie con quelle della luna: da donna a donna.





BIBLIOGRAFIA

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Micaela BALICE, Il calendario rituale contadino: il ciclo della vita nel Casalese (Tesi di laurea, A. A. 1993/1994, Corso di Laurea in Pedagogia, Università degli Studi di Torino) – visionabile c/o Biblioteca Municipale Casale Monferrato – Al
Jocelyne BONNET, La terra delle donne e le sue magie, Red Edizioni, Como 1991
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Marija GIMBUTAS, The goddess and gods of old Europe 6500 – 3500 BC, University of California Press, Berkeley Los Angeles 1982
Marija GIMBUTAS, The Language of the Goddess, Thames & Hudson 1989
Carlo GINZBURG, Storia notturna, una decifrazione del sabba, Einaudi, Torino 1989
Miranda GRAY, Luna rossa, Macro Edizioni 2000
Piercarlo GRIMALDI, Il Calendario rituale contadino, Franco Angeli, Milano 1993
M. Esther HARDING, I misteri della donna, Astrolabio, Roma 1973
Dorothy MORRISON, L’arte della strega, Armenia, Milano 2002
Erich NEUMANN, La Grande Madre, Astrolabio, Roma 1981
Vicki NOBLE, Il risveglio della dea, Corbaccio, Milano 1996
J. PAUNGGER, T. POPPE, Servirsi della luna, Tea Pratica, Milano 1994
Clarissa PINKOLA ESTÉS, Donne che corrono coi lupi, Frassinelli, 1993
Devon SCOTT, I giardini incantati, Venexia, Roma 2006
Roberto SICUTERI, Lilith, la luna nera, Astrolabio, Roma 1980
STARHAWK, La danza a spirale, Macro Ed., Diegaro di Cesena (FC) 2002
STARHAWK , Il sentiero della terra, Macro Ed., Diegaro di Cesena (FC) 2005
Meriline STONE, When God was a woman, Harvest/Harcourt Brace edition 1976







 
LA LUNA
È
UNA DEA


di Maria Giusi Ricotti
 

In ogni parte del mondo, in ogni cultura, in ogni tempo la Luna è stata molto importante per tutte le genti.
Quello che la cultura “scientista” moderna ha voluto ridimensionare a mero satellite della Terra, un “semplice” specchio notturno per la luce del Sole, in verità ha visto tempi migliori e molto maggiore considerazione.



Non vi è, infatti, cultura che non abbia venerato la Luna come divinità… e, specificamente, come divinità femminile (rare eccezioni si sono avute con “Dei-Luno” masch
i come Sin il babilonese, Dio lunare padre del Sole Shamash, Soma, divinità induista che rappresenta la forma simbolica della Luna o alcune divinità aborigene dell’Australia e pochi altri casi). Le Dee-Luna, invece, sono così tante che è perfino difficile contarle.
Come si spiega questo?

La venerazione dei corpi celesti nasceva probabilmente in origine dalla venerazione delle Forze attive della Natura, di cui la Luna assolutamente fa parte (come ha ben spiegato Micaela, analizzandone le influenze sulla vita terrestre e soprattutto umana). Deve essere stato molto naturale passare dalla venerazione di Forze astratte a una loro personificazione cosicché Luna, Sole, Venere, Marte, Giove ed altri corpi celesti sono stati associati a divinità antropomorfe.



Nel caso della Luna (e del Sole) queste divinità sono quasi
infinite, poiché questi astri, ambedue essenziali per la vita sulla Terra, rappresentano i due “principi primari” più importanti: il Principio Lunare ed il Principio Solare.

L’espressione “principio primario” si riferisce ad un’antichissima dottrina delle tipologie, la cui origine si sottrae ad ogni indagine storica, giacché le sue tracce si perdono nella notte dei tempi. Secondo la concezione della filosofìa ermetica, i principi primari “sono esistiti fin dall’inizio e, per così dire, sono una parte preesistente ed originaria della creazione”.

I dieci principi primari sono partecipi di tutto, anche delle vicende spirituali e mentali del nostro mondo.




Mentre il Sole è il Principio Maschile per eccellenza, la Luna è il Principio Primario Femminile.
Da un po’ di tempo a questa parte il principio primario femminile viene considerato il più importante in assoluto; questo ha a che a che fare con il bisogno di recupero del femminile, dopo secoli e secoli di preferenza dei principi primari maschili (e del conseguente patriarcato, come forma più diffusa di organizzazione delle società).

Poiché ogni cosa sulla terra può essere in certo modo classificata come coerente con uno o l’altro dei principi primari, se si volessero, per esempio, classificare alcune “cose” tipicamente riferibili alla sfera femminile… come l’acqua, alcuni ormoni, la fertilità, la ciclicità, per esempio… si scoprirebbe che son tutte cose attinenti al Principio Primario Lunare:

1) l’acqua i cui movimenti nelle maree e nella linfa dei vegetali (e degli umani) sono governati dalla Luna; per la reversibilità del fenomeno gravitazionale, la piccola Luna esercita una sua attrazione nei confronti della Terra, originando fenomeni ed influssi diversi tra i quali i più appariscenti sono indubbiamente le maree.



2) l’ormone da attribuire al principio lunare è l’estrogeno, il più femminile tra gli ormoni femminili perché governa tutti gli sforzi materni, o tendenti a realizzare la maternità: per esempio la disponibilità a concedersi, la ricerca dell’unione con il partner, la sensazione del piacere sessuale e il desiderio di concepire. L’estrogeno favorisce quel piacere che porta frutti…





3) la fertilità: in campo vegetale ricerche di laboratorio hanno dimostrato che la luce lunare svolge una sua precisa funzione sulla vita dei vegetali, funzione che è diversa da quella svolta dal Sole. La vibrazione dei raggi lunari, infatti, penetra nel terreno a parecchi centimetri di profondità favorendo la germinazione dei semi.
Vista dalla nostra prospettiva terrestre la Luna cresce e decresce ritmicamente nel suo ciclo; è compito del principio lunare oscillare con il ritmo della vita ed essere legato con tutti i processi naturali, in special modo con la fertilità. La donna in cui agisce prevalentemente il principio lunare (anche altri principi possono agire) è la donna materna fertile ma la Luna agisce, in modo diversa, in ogni fase della vita femminile.




4) la ciclicità in cui le donne fanno da specchio alla Luna, attraversandone le stesse fasi, nel macrociclo:
giovane donna-luna crescente,
donna madre-luna piena,
donna matura-luna calante,
donna anziana/strega-luna nera

e nel microciclo mensile :
vergine/crescente - tra mestruo e ovulazione,
madre/piena - in fase ovulatoria,
incantatrice/calante - tra ovulazione e mestruo,
saggia-strega-crona/nera - al mestruo




È un gioco di specchi, la donna riflette la Luna e la Luna riflette la donna: Come sopra così sotto, come sotto così sopra…

Al principio lunare appartengono anche dei comportamenti: il partecipare, il confidarsi e il lasciarsi guidare, per esempio, che generalmente sono tipici femminili (il lasciarsi guidare magari non sempre e non da tutti!)
A livello materiale fa parte del principio lunare e fa parte “tutto ciò che è morbido, impressionabile ed influenzabile”, direi quindi senz’altro anche la donna.

Nel principio lunare regna soprattutto l’esperienza soggettiva contrapposta alla oggettività solare. L’emotività contrapposta alla razionalità.




Il simbolo del principio lunare è la coppa o la falce lunare un simbolo del concepire, del contenere e proteggere la vita, del nutrire… quindi tutto femminile.

Ai livelli evoluti, cioè quando il Principio Lunare agisce in persone consapevoli, troviamo un’alta sensibilità e capacità di immedesimarsi, una partecipazione premurosa, incondizionato amore materno e umana compassione.
E queste sono le qualità delle Dee Lunari… le qualità del Sacro Femminile.

Cosa vi è di più sacro nella vita, se non la Vita?
Ecco che nella celebrazione della Vita la Luna prende la sua misura divina.
L’astro che governa le maree delle acque in cui la Vita ha avuto origine, l’astro che scandisce i cicli e i ritmi dell’universo femminile diventa, è, è sempre stata e sarà sempre una Dea.
Una Dea Femmina (Il Luno non è convincente…).
Ma la Luna… la Luna sì.

Lei è la Dea per eccellenza e ci è compagna, e ci è vicina. Basta alzare gli occhi al cielo per vederla. Basta un poco di attenzione consapevole per sentirla agire nel quotidiano di ognuna di noi donne.
Ho perfino sentito dire, ma non ho trovato convincenti riscontri, (per quanto l’ipotesi sia suggestiva…) che esiste un ritmo lunare anche nell’uomo, pur se non così visibile come nella donna. Non mi sorprenderebbe… dopotutto anche noi donne abbiamo una componente solare.


LA SACRALITA’ DEL FEMMINILE




Perché oggi è tanto importante ritrovare la sacralità del femminile?
Io credo che nell’esperienza di ogni donna, anche la più rispettata e privilegiata fra noi, la più libera, quella che ha saputo meglio realizzarsi in qualsiasi campo abbia scelto… ci sia una ferita mai del tutto rimarginata.
Questa ferita si chiama svilimento dei valori femminili.




Viviamo in una società in cui quello che più conta sono l’apparenza e il benessere materiale. Sono cose importanti… tutti noi abbiamo diritto e piacere nel vivere bene e nel godere di un’immagine di prosperità e bellezza.
Ma questo nostro mondo persegue questi “valori” in maniera ossessiva, con spirito egoistico. I conflitti e le guerre che rosicchiano gli angoli della Terra come un cancro trovano giustificazione, non come ci viene fatto credere in motivi culturali, razziali, religiosi, ma fondamentalmente in interessi economici.
L’industria della guerra è primaria nelle società industriali. E le nazioni che pure fingono di opporsi ai conflitti sono produttrici di armi e di tutto un indotto che porta ricchezza, ma solo ad alcuni, non certo benessere e prosperità generale.

Siamo schiavi consapevoli di civiltà cosiddette progredite dove l’interesse principale è il PIL, la crescita economica.
Oggi vediamo in Italia molto chiaramente come gli interessi economici di poche categorie stiano portando al delirio sociale…
La spazzatura che non sappiamo come smaltire non è solo quella di Napoli ma è spazzatura dei comportamenti e degli obbiettivi, ed è anche più tossica!!!.
A volte sembra di vedere intorno soprattutto crescita di povertà e mancanza di speranza…

Molto tempo fa, quando Dio era una Donna - la Madre Luna - i valori che guidavano le società pacifiche e le facevano prosperare erano i valori della Vita (come nel caso straordinario e documentato della Creta pre-ellenica).




Tutti i valori del femminile sono orientati prima di tutto a onorare, proteggere e valorizzare la Vita.
La nostra società ha un gran bisogno che noi donne recuperiamo la nostra natura fondamentale, smettiamo di adeguarci a regole e tradizioni istituite da altri e… facciamoci avanti, centrate in noi stesse, sostenendo i valori della Vita.
Dobbiamo lavorare pacificamente, come è nella nostra natura, per diffonderli nella società.

La cultura della Spada, come è stata definita da Riane Eisler, ha avuto già qualche millennio per dimostrare che non è un modello valido per la prosperità della Terra e dei suoi abitanti.

Solo se verrà riconosciuta la dignità dei valori femminili come primari la società umana potrà imprimere alla sua evoluzione una svolta positiva: con il rispetto della Terra, con il crollo della conflittualità, con il tendere alla bellezza e al benessere profondo, anziché alla ricchezza, al consumismo sfrenato, al “potere per il potere”.




I valori del femminile sono i valori della Madre:

• la capacità di amore incondizionato; come le madri equilibrate amano i figli, senza vantaggio personale e senza aspettative schiaccianti.

• la capacità di sostenere e nutrire la vita; come le madri equilibrate sanno crescere e proteggere le loro creature non solo materialmente, con il cibo e le cose, ma anche con la formazione di individui forti, sereni e fiduciosi in sé stessi e nella Vita.

• la ricchezza interiore che porta una madre equilibrata a prendersi cura prima di tutto di sé stessa perché “una coppa vuota” non disseta nessuno.

• la capacità di darsi; che, in una madre equilibrata, non è annullamento di sé, ma attenzione sottile alle istanze di chi la circonda, sviluppo delle capacità percettive e risposta adeguata.

• la tolleranza e il rispetto della libertà che, in una madre equilibrata, si esprimono nella capacità di non modellare i figli sui suoi valori ma di dare loro gli spunti perché riescano a costruirsene di propri. E, soprattutto, nel non considerare mai i figli come proprietà o estensioni di sé, ma come individui liberi di intraprendere qualsiasi cammino.

• la solidarietà che fa sì che una madre equilibrata non agisca mai a colpi di testa ma si rifaccia alla saggezza del femminile e al conforto della sorellanza con le altre donne.

Se questi fossero i valori che ispirano e guidano la società, la prosperità e la ricchezza sarebbero la naturale conseguenza di un modo armonico di vivere la Vita.

Io credo che noi donne abbiamo molto da dare alle società e che la nostra ferita sia proprio quella di esserci dovute adattare, fin dalla nascita, a un mondo che non rispetta i principi della nostra natura. Che, torno a dirlo, è una natura generosa e dinamica: la Natura Lunare.

Non dimentichiamo che ogni donna, che abbia effettivamente partorito o no, è una Madre e che i “figli” di una donna non sono solo quelli che materialmente escono dal suo utero.
Così occorre che, se vogliamo che la società umana inizi a prendere una nuova direzione, cominciamo a nutrire noi stesse recuperando i valori che ci sono propri, ma che sono stati dismessi e svalutati e che, cominciamo a spargere per il mondo i nostri “figli”.
Se sono persone in carne ed ossa, ed avremo lavorato bene, saranno individui più umani, più attenti al benessere della Terra. Se sono figli-progetti, figli-opere, saranno ugualmente o, forse, anche più utili al benessere della Terra.

Perché in tutto quello che esce dalle mani, dalla testa e dal cuore di una donna-madre può diffondere bellezza e amore.
Non importa se è anche solo una piccola cosa. Non sono le grandi imprese o i grandi eroismi che costruiscono un mondo solido, ma le cose fatte bene, anche se piccole.

Nella Wicca si dice che il Sacro e il Divino pervadono, anzi, sono presenti in ogni cosa. Cosicché il primo luogo in cui andiamo a cercare la divinità è dentro di noi.



Per le donne questo è in verità molto facile… che la Dea sia dentro e non fuori di noi ce lo dicono i nostri poteri più grandi, la nostra natura, i mille simboli della Dea che sono simboli della Donna.
Il problema vero non è crederci, ma farla emergere la Dea che è in noi!
Lasciare che la Sua Luce ci illumini, dall’interno, il cammino.

In questo la Luna ci è maestra e le Dee lunari sono fonte di infiniti insegnamenti.


LE DEE LUNARI





Sarebbe bello ma è davvero impossibile fare una carrellata di tutte le Dee lunari… né è questo lo scopo di questo incontro.

Lo scopo è quello di incuriosire le donne e gli uomini presenti a capire perché la Luna e i valori che simbolicamente esprime sono tanto importanti.

Ogni Dea lunare ha le sue specifiche caratteristiche.
Ricordo che quando ho incominciato a fare le mie prime ricerche sulle Dee ero stupefatta dalla molteplicità di significati che la Luna esprimeva attraverso le divinità che scoprivo.

E ogni volta che scrivo di una di loro, mi sento chiamata, attratta, incantata e, man mano che si entra nel merito dei significati, sento una possessione benevola, sento le mie mani che scrivono e la mia mente che pensa prendere strade che neanche immaginavo, quasi fossi guidata. E, alla fine ogni Dea mi lascia uno o più ricordi indelebili del tempo che ho passato con Lei.

Ho scritto di Kerridwen, la maga, la strega che mi ha donato il Calderone che ha dato il nome alla mia attività lavorativa, al sito che ho fondato, a una animatissima mailig list…
Kerridwen porta la sapienza e la capacità di trasformazione e rinnovamento della Luna.

Ho scritto di Chang O e del bisogno di evolvere, di crescere spiritualmente che la porta dal semplice essere moglie di “qualcuno” al diventare Signora della Luna, in algida solitudine. Con lei ho scoperto che le donne pagano un prezzo amaro quando vogliono crescere e sconfinare dal ruolo che è stato disegnato per loro e ho scoperto la malinconia tipicamente femminile di esplorare da sola un sentiero meraviglioso mentre non sempre le persone che amo lo condividono o lo apprezzano.

Ho scritto di Kwan Yin e Tara, le dee soccorrevoli, che letteralmente esplodono di amore incondizionato, materno, compassionevole, universale… e partecipano delle vicende di tutta l’umanità e da loro ho imparato a fermarmi un poco di più ad ascoltare chi incontro.

Ho scritto di Arianna, signora dei Labirinti, della Morte e della Luna Nera… e ho imparato a viaggiare con la Lei nei piccoli e grandi labirinti della vita cercando di ricordarmi di non perdere mai il centro di me stessa. E ho imparato a rinascere dopo ogni avventura.

Ho scritto e letto di molte altre Dee… ed ognuna ha la sua chiave, la sua sapienza da offrire, legata alla Luna.

Artemide mi ha regalato la passione per la sorellanza e il coraggio dell’indipendenza.

Hera mi ha insegnato che la perseveranza nel rapporto si sostiene con l’humor e mi ha suggerito anche di perdonarmi gli sbagli d’amore e il carattere infiammabile.

Persefone mi ha accompagnata ad ogni traversata dei miei piccoli inferni.

Ix Chel, la Dea Luna dei Maya, che è anche l’acqua che ci disseta e ci rende fertili, mi ha insegnato che la Dea è sempre presente in noi, visibile o invisibile che sia… e che, qualche volta, sarebbe meglio anche per me rendermi invisibile…

Penso che il mio viaggio fra le Dee della Luna non avrà mai fine…
Ho in mente un progetto in cui tenterò di raggrupparle suddividendole secondo la fase lunare che rappresentano:



• le “Dee fanciulle in crescita”, che corrispondono alla falce crescente della Luna, rappresentate dal colore bianco (che ha una valenza “iniziatica”: queste Dee sono iniziatrici di esperienze nella vita). Tra le Dee Bianche si possono annoverare le Dee giovani, le innamorate, le passionali, quelle “in carriera”… insomma quelle in cui agiscono forze in espansione (Ishtar, Artemide, Venere, Atena e molte altre…)




• Le “Dee della Pienezza”, rappresentate dal colore rosso (che ha una connotazione creativa e sensuale). Nelle Dee Rosse agisce il potere della fertilità, della generosità e della prosperità (le forze del raccolto).
(Per esempio Gaia, Demetra, Hera, Iside e tutte le Dee-Donna connotate di energie mature).




• Le “Dee dell’esperienza”, avvolte nel colore nero (simbolo di consapevolezza esistenziale e di potere sapienziale – anche distruttivo, se è il caso). Nelle Dee Nere, infatti, agiscono le forze della magia e della saggezza e, talvolta le forze della riduzione (Ecate, Kerridwen, Kali, Lilith etc.)

Mi piacerebbe inventare delle celebrazioni per gli Esbat, ed anche per le fasi lunari “lavorando” con queste Dee, scegliendole coerentemente con la fase, il transito lunare e l’energia del momento.
Secondo me è importante nella pratica pagana, soprattutto se agita dalle donne avere consuetudine e disinvoltura con le energie lunari del momento (oltre che delle consuete Feste solari della Ruota dell’Anno).

Siamo sotto i raggi della Lunazione del Lupo, per l’esattezza è appena iniziata la fase calante. È un ottimo periodo per coltivare gli affetti famigliari e le relazioni di “branco”.



Da tempo ad ogni lunazione scrivo (o aggiorno) nel sito www.ilcalderonemagico.it una relazione sui suoi significati. Ho scoperto che non è un interesse molto comune purtroppo: in verità è difficile trovare notizie sulle lunazioni che vadano un po’ più in profondità dei loro vari nomi o delle poche indicazioni espresse da Dorothy Morrison nel suo libro L’arte della Strega.
Ma anche portare un poco di più la focalizzazione dagli aspetti solari dei periodi (Sabbath) agli aspetti lunari (Esbat) è un modo per sperimentare maggiormente il Principio Lunare e valorizzare il Sacro Femminile.

Vi invito davvero a approfondire lo studio delle lunazioni, e a celebrarle perché è un campo ricco e interessante e come diceva Doreen Valiente nell’ “Incarico della Dea”, a celebrare le Lune almeno all’Esbat (la Luna Piena!!!), ma ancor meglio se tutto il mese e in tutte le fasi.

Non c’è bisogno di grandi sforzi: basta farvi attenzione e - tanto per farci ancora un poco di pubblicità - nei siti del WEB RING NUOVELUNE potete trovare davvero parecchio materiale, per ispirarvi e cominciare a districarvi.

Cominciando dai bellissimi libri ispirati alla Luna di Chicca Morone (www.chiccamorone.it) che in tanti conoscete già, al lavoro di Micaela che imposta un calendario delle coltivazioni del tutto originale e basato sulle esperienze sue e del suo compagno (www.strie.it), a diverse informazioni sulle lunazioni, le fasi e i transiti lunari che trovate in www.ilcalderonemagico.it e, naturalmente al sito del WEB RING NUOVELUNE che si sta ingrandendo come una Luna Crescente e offre il servizio del Calendario Lunare.





BIBLIOGRAFIA

Margit DALHKE, Rudiger DALHKE, Volker ZAHN, Medicina e autoguarigione per la donna, Edizioni Mediterranee
Riane EISLER, Il Calice e la Spada, Frassinelli





 
LA MAILING LIST
DEL
CALDERONE
MAGICO

di Maria Giusi Ricotti
 
Come vedete ho cominciato a parlare di Internet.
Per me è stato in questi ultimi dieci anni uno strumento imprescindibile. Quando sono finalmente riuscita a dare un nome a quello che sono (e ci sono riuscita in età avanzata!) io che da 26 anni ho lasciato Milano che è la mia città natale per la Sardegna… beh, non avevo molti riferimenti e contatti.




Sentivo la necessità di confrontarmi con altre persone che fossero su un percorso simile al mio ma i pochi che allora conoscevo erano tutti qui, a Milano…
Internet è stato il ponte. Mi ha permesso di conoscere persone, mantenere i contatti con amici, personaggi… anche internazionali. Devo molto della mia vita sociale pagana alle musenellarete e a Rosalba Formato che considero una sorella.

È stato abbastanza spontaneo finire a lavorare per un sito, ma ancora mancava il contatto con la Tribù delle Donne…
Dopotutto, più ancora del paganesimo, sono sempre stata interessata alla spiritualità declinata al femminile e sentivo il bisogno di far parte di un cerchio femminile.

Così è nata la Mailing list del Calderone Magico.

La pagina introduttiva su Yahoo, recita:

“Il Calderone Magico è il ventre della Dea, la porta della vita, il luogo dello spirito divino e dell’ispirazione. Sei erbe magiche vi devono sobbollire per un anno e un giorno: un tempo simbolico che rappresenta la preparazione, lo studio, la pratica che precedono la realizzazione della Magia.
Alla fine di quel periodo il Calderone Magico produce le Tre Gocce Benedette di Saggezza.
Le tre gambe su cui poggia, ricordano la triplice divinità della luna e del divino femminile.

In questo simbolo antico di rinnovamento, rinascita spirituale, trasformazione e abbondanza inesauribile, sono presenti i quattro elementi della vita: l’acqua che lo colma, il fuoco che lo fa ribollire, le erbe al suo interno che provengono dalla Madre Terra e, nell’aria, il vapore e il profumo.

Il Calderone del Profondo è il simbolo femminile primario del mondo pagano e rappresenta il grembo della Grande Dea da cui tutte le cose sono create e nutrite.”


I topics sono svariatissimi.
Si va dalle riflessioni profonde sulla spiritualità femminile, sulle Divinità, sul sentire religioso e sull’agire magico ai piccoli problemi personali, di umore o di salute.
Ma si passa anche per le ricette di cucina,
oppure per la sapienza delle cure olistiche (abbiamo molte esperte qualificate),
l’interpretazione dei sogni (per la quale pure abbiamo delle “sognologhe” molto acute e percettive);
ci scambiamo consigli sull’educazione dei figli
ed è sempre molto gettonato tra noi ragazze, giovani e vecchie - l’argomento “affari di cuore”.
Ma con un pizzico di pepe e di smaliziata disinvoltura, perché abbiamo scoperto che noi donne siamo bravissime a parlare non solo di amore&sentimenti ma anche… di “sesso” - esattamente come i nostri compagni: senza remore, pur bandendo ogni volgarità.

Ultimamente si sono scatenate in ML le iniziative concrete.
Abbiamo preparato ben due mazzi di Tarocchi in due formati differenti.

Siccome le donne in lista sono pirotecnicamente creative e spaziano dalle arti pittoriche al bricolage, all’uncinetto, allo scrap-booking, all’oreficeria, alla ceramica, la grafica, la pasticceria ed altro ancora… recentemente abbiamo inaugurato un database per uso interno dove venderci tra noi le cose che produciamo. È ammesso anche lo scambio: un ritratto per un gioiello, un paio di presine all’uncinetto per due chili di biscotti…
Stiamo progettando di fare un vero e proprio e-commerce, aperto anche agli iscritti al sito Il Calderone Magico e ai siti del Circuito Nuove Lune (http://www.nuovelune.it).

Da tutto agosto, dopo aver celebrato “insieme” una serata sotto le stelle cadenti, abbiamo riflettuto in maniera approfondita sui desideri e sul “saper desiderare”, un’arte che abbiamo scoperto essere difficile e raffinata.

È davvero un Calderone ribollente di vita e di iniziative… un luogo dove lo scrivere si incontra con il fare e dove il Femminile prende una dimensione di apertura, solidarietà e collaborazione che nel mondo è troppo spesso dimenticata.
Così abbiamo un gruppo di reiki…

E assistiamo spessissimo a episodi, in cui le “calderonare” si aiutano e si sostengono l’una con l’altra - con le parole o concretamente - condividendo gioie, preoccupazioni e dolori… si confrontano sui problemi, dialogano sulle differenze di opinione… si incontrano nelle rispettive città, stringono amicizie, celebrano o viaggiano insieme…
Il tutto condito con l’ingrediente essenziale della felicità: l’umorismo!!!

Abbiamo anche una ML parallela e casereccia chiamata Risoterapia…

Mentre descrivo le nostre attività mi rendo conto di quanto povere siano le parole per riuscire a dipingere l’intensa vitalità che anima questo gruppo. E siccome la ML è soprattutto figlia mia e “ogni scarafone è bello a mamma sua” vi leggo le parole della sua madrina Micaela, che dovrebbero essere un tantino più imparziali (si fa per dire…):

“La ML del Calderonemagico - così come i siti ad essa collegati - nasce da un sogno condiviso, una visione di cui abbiamo chiare le linee al di là delle parole.
E’ per questo che funziona, che ha la sua magia.
La visione nitida è quella di recuperare il clan delle donne: quella dimensione forse privata, è vero, ma dove la “donnità” si possa esprimere liberamente senza fraintendimenti, senza traduzioni linguistiche o comportamentali, senza coperture o protezioni per evitare violenze.
Un luogo al femminile, un gineceo lunatico e lunare appassionato, mutevole, solidale, creativo, dove dolore e forza si confondono e si mescolano facendoci sentire meno sole, meno pazze, meno incomprese.
Scoprire che la “donnità” non è una malattia, non è essere “mancante” rispetto all’unità di misura - maschio età media bianco - e scoprirlo proprio grazie al confronto schietto che avviene in lista, consente a ciascuna di noi di intraprendere percorsi di guarigione, di crescita.
In questo senso la ML è un luogo di ascolto e condivisione molto forte: nessuna è sola in ML, fosse anche solo per la media dei messaggi giornalieri.

La moderazione di un’esperienza del genere è impegnativa e formativa allo stesso tempo. Per come abbiamo sempre inteso il moderare, non vi sono censure bensì filtri: il filtro consente a ciascuna di esprimere le proprie idee ma nel rispetto degli altri, delle altre, nel senso di una visione positiva e costruttiva della vita.
Io la paragono all’arte della filatura: mille fili colorati che si intrecciano dalle dita componendo fantastici disegni; si lascia che l’intreccio si svolga da sé finché è armonico; pazientemente si disfano alcuni nodi che ogni tanto compaiono e solo dove scaturisce disarmonia si interviene anche tagliando dei fili...
Nella ML si è scelto di privilegiare la cultura del Calice a quella della Spada, della cooperazione al posto della competizione, della solidarietà al posto dell’individualismo, dell’ascolto al posto del solo parlare: nonostante vi siano donne appartenenti alle più svariate religioni e tradizioni spirituali, da quelle neo pagane alle cristiane e cattoliche, quello che ci accomuna è la capacità di vedere al di là di tutto Lei: colei che ha mille nomi, l’aspetto femminile del divino che ci ha create a sua immagine e somiglianza.
E noi questo non vogliamo più scordarlo!”






   


IL CALENDARIo
LUNARE
NUOVELUNE


di Micaela Balice

 
 
Il computo del tempo è stato sin dalle origini della presenza umana sulla Terra una materia di osservazione e studio e sicuramente una necessità per dare senso e organizzazione della vita della comunità...



   
   

 

 

 


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IL CALENDARIO LUNARE Del web-ring NUOVE LUNE È UN LUNARIO CHE PRENDE IN CONSIDERAZIONE LA LUNAZIONE CORRENTE ANALIZZANDOLA NEL DETTAGLIO IN TUTTE LE SUE FASI LUNARI.

QUESTO CALENDARIO LUNARE TROVA IL SUO COMLETAMENTO NATURALE NELL'AGRILUNARIO (AGRI_LUNARIO O LUNARIO DELLE COLTIVAZIONI) DEL SITO STRIE: L'UTILIZZO DEI DUE LUNARI CONSENTE DI AVERE UN QUADRO MOLTO PRECISO DELLA LUNAZIONE E DEI TRANSITI LUNARI DEL MESE CORRENTE E DI TENERE CONTO DEGLI INFLUSSI LUNARI NELLA VITA E NELLE COLTIVAZIONI.

IL CALENDARIO LUNARE EVIDENZIA SIA I TRANSITI LUNARI SIA LE CORRISPONDENZE DEGLI ELEMENTI (I 4 ELEMENTI: TERRA, ARIA, ACQUA, FUOCO) SIA LE CORRISPONDENZE LUNARI CON LE ENERGIE DEL GIORNO (GIORNI DELLA RADICE, GIORNI DEL FIORE, GIORNI DELLA FOGLIA, G ćIORNI DEL FRUTTO DANDO UNA PANORAMICA COMPLETA DEL CICLO MENSILE LUNARE.

QUESTO LUNARIO INIZIA DAL PRIMO GIORNO DELLA LUNAZIONE, QUANDO LA LUNA ╚ NERA, PER CUI NON ╚ SVILUPPATO SUL MESE SOLARE (CHE VIENE COMUNQUE INDICATO) MA PIU' COERENTEMENTE SULLA LUNARITA', COSICCH╚ L'ESBAT LUNARE (LUNA PIENA, PLENILUNIO) SI TROVA AL CENTRO DEL CALENDARIO.

DETTI E PROVERBI LUNARI SONO INDICATI IN BASE ALLA LUNAZIONE, INSIEME ALL'INDICAZIONE DELLE OTTO FESTE SOLARI (SABBAT) O FESTE DELLA RUOTA DELL'ANNO MAGICO. IL CALENDARIO ╚ LUNISOLARE.

I TEMI DI QUESTA PAGINA SONO: LUNA, FASI. CALENDARIO, CALENDARIO LUNARE, LUNARIO, AGRILUNARIO, CALENDARIO DELLE COLTIVAZIONI, LUNA ASCENDENTE E DISCENDENTE, LUNA NEI QUATTRO ELEMENTI, LUNA NEI SEGNI ZODIACALI, FASI LUNARI, LUNA NERA, LUNA PIENA, LUNA NUOVA, PRIMO QUARTO, ULTIMO QUARTO, TRANSITI, TRANSITI LUNARI, ESBAT, SABBAT, LUNAZIONE, LUNAZIONI, RUOTA DELL'ANNO, RUOTA DELL'ANNO MAGICO, 13 LUNE, LUNA BLU,CICLO MENSILE LUNARE, NUOVELUNE, IL CALDERONE MAGICO, STRIE.