DONNA
E
DEA
TRASFORMAZIONI
E PERCORSI
AL FEMMINILE
SOTTO IL SEGNO
DELLA LUNA
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Esperienze
di vita e nella Mailing List Il Calderone Magico...
TRIVIA – MILANO, 26
GENNAIO 2008 – HOTEL MICHELANGELO |
Maria Giusi Ricotti e Micaela
Balice portano, oltre la loro esperienza personale, il racconto
del vissuto e delle attività della “Tribù
delle Donne” aggregatasi in una mailing list ilcalderonemagico
e in un gruppo di siti nati nell’ambito di un progetto femminile
e lunare condiviso: il web-ring www.nuovelune.it
All’intervento era coordinato un workshop di due ore aperto
a donne e uomini:
IL CORPO E LA LUNA, QUATTRO FASI PER CONOSCERE MEGLIO
SÈ STESSI
Il laboratorio propone esercizi di meditazione, espressione corporea
e creatività per iniziare a riconoscere ed entrare in risonanza
con il significato profondo della quadruplicità lunare
che si manifesta in noi.
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LA LUNA
IL SACRO
E
LA DONNA
di
Micaela Balice
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In
principio c’era la Dea.
La vita nella sua interezza scaturiva dal ventre femminile: così
testimoniano i ritrovamenti nei siti archeologici del Paleolitico
e del Neolitico; donne con forme tonde, coi seni esuberanti e
grosse natiche.
L’uomo antico non poteva far altro che prendere atto che
la vita si perpetuava attraverso la donna e solo attraverso essa.
Il culto di una Grande Madre portatrice di fecondità sia
nelle specie animali che in quelle vegetali, è stato tenuto
in gran conto in tutto il nostro passato antico, quel passato
di cui nulla si studia a scuola e che solo ora riemerge a fatica
grazie al contributo di archeologi e studiosi che hanno smesso
di leggere la storia solo con occhi maschili.
La Grande Madre con il suo culto, esteso in tutta Europa così
come in Oriente e in altri continenti, era portatrice forti valori
sociali. In queste comunità l’uomo non era sottomesso
ma “i due principi (maschile e femminile) si manifestavano
l’uno accanto all’altro. La divinità maschile,
con l’aspetto di un giovane o di un animale maschio, sembra
affermare e consolidare le forze della femmina attiva e creatrice.
L’uno non è subordinato all’altra: completandosi
reciprocamente il loro potere si raddoppia” .
Sin dai primordi la Grande Madre veniva venerata nelle sue varie
forme, tra cui la principale è senz’altro la luna.
La luna era il riferimento dello scorrere ciclico dell’anno,
ed era su di essa che si basavano (e si basano comunque ancora
oggi anche se in modo non ufficiale) le semine, i raccolti, ma
anche le gravidanze, la cova dei pulcini, le potature etc.
Infatti la luna è la Grande Signora, è una donna
ed è lei che regge il crescere della vita e tutto quello
che si genera o rigenera.
Inoltre la luna governa i liquidi: è stato oramai appurato
anche scientificamente che essa influenza, oltre le maree, anche
il mestruo ed il suo comparire. Ancora nel secolo scorso molte
contadine usavano regolarsi guardando la fase lunare.
LA DONNA IN RELAZIONE CON LA LUNA
La spettacolare Venere di Laussel è il primo il “calendario
lunare” che conosciamo ed è indubbiamente femminile.
Il bassorilievo in pietra scolpita risale al Paleolitico Superiore
(30.000 - 20.000 a.C.) ed è ora conservato al Musée
d’Aquitaine, Bordeaux, Francia.
Detta anche “Dea del corno”, ritrae una figura femminile
che regge nella mano destra un corno con tredici tacche. E’
evidente il riferimento alla falce lunare e al potere connesso
con l’astro. Le tredici tacche potrebbero benissimo corrispondere
alle tredici lunazioni che si verificano all’interno di
un anno solare, un tempo misurabile da un solstizio invernale
ad un altro.
I primi calendari sono stati effettivamente lunari ed ancora oggi
grandi culture come quella islamica e quella ebraica conservano
tale tipo di computazione del tempo, per non parlare del calendario
delle feste cattoliche che si basa principalmente sulla luna piena
pasquale.
Sul corno della Venere di Laussel sono state individuate 13 tacche
riferibili al calendario lunare e, poiché la luna ha un
ciclo di 28 giorni circa, veniva automatico associare ad esso
il ciclo femminile, anch’esso di 28 giorni.
La Venere di Laussel con la mano sinistra si tocca il ventre arrotondato
segno di gravidanza (altro momento governato dall’astro
lunare) forte simbolo di fertilità e rigenerazione della
specie.
Il mestruo
Di queste raffigurazioni è costellata la storia antica
e recente: pietre lunari o steli con forme di donna gravida venivano
ancora messe, fino al secolo scorso, accanto ai filari delle vigne
nelle Langhe e nell’astigiano oppure pietre sacre venivano
utilizzate per scongiurare la sterilità sfregandocisi sopra.
Il ciclo lunare ha permesso alle donne di costruirsi un calendario
non solo stagionale e ad uso sociale, ma anche dei ritmi mestruali
e fecondi, tanto che in clan o gruppi molto coesi le donne entravano
nel mestruo tutte insieme.
Il ciclo mestruale veniva calcolato osservando la fase lunare
corrispondente al primo giorno del mestruo che, ovviamente, si
sarebbe ripresentato alla corrispondente ma successiva fase, 28
giorni dopo. Tale calendario era ancora usato fra le donne della
campagna casalese a metà del 1900.
Ricordiamo che parliamo di culture a tradizione orale, che vivevano
in ambienti senza energia elettrica ed erano sostanzialmente analfabeti.
Una donna di allora (e si può giungere tranquillamente
alla metà del secolo scorso…) il primo giorno del
ciclo poteva agevolmente guardare fuori dalla finestra la fase
lunare in corso e avere una indicazione chiara per il ritorno
del ciclo successivo.
Le fasi
Il cammino di consapevolezza dell’iniziazione femminile
mestruale passa attraverso il recupero del calendario lunare a
cui esso è legato.
Così come la luna ha quattro fasi nell’arco del mese,
anche il ciclo femminile presenta quattro fasi schematizzabili
usando la stessa simbologia utilizzata per la luna.
Nella sua ciclicità la luna compie un viaggio di nascita
e morte che si reitera all’infinito.
Durante la sua prima fase (la luna crescente) appare come uno
spicchio tenue nel cielo rivolto verso Est. Dal buio e dalle tenebre
che hanno costellato le notti precedenti ritornano la speranza
e la luce. E’ la pubere, la “fanciulla”, la
giovane Parca che fila il destino delle nascite. E’ la promessa
di speranza e futuro, è il primo mestruo, il menarca.
Nella fisiologia femminile questa fase possiamo chiamarla (in
accordo con il lavoro di Mirando Gray) fase della Vergine: come
l’adolescenza, anche questa fase ci rende dinamiche e radianti.
La donna non è ancora fertile ed non è ancora soggetta
al desiderio della procreazione. E’ vergine perché
“appartiene a se stessa”. Ha voglia di socializzare
col mondo, è sicura di sé, ha voglia di realizzarsi
e fare nuovi progetti. E’ creativa. Anche sessualmente si
sente meglio disposta, più attraente e con maggiore voglia
di giocare.
La maturazione della luna, o evoluzione, la porta a divenire piena,
tonda, luminosa tanto da consentirci di camminare di notte nei
boschi al chiarore della sua luce, magari a raccogliere erbe.
Allora essa è la Madre, la generatrice, sferica come la
pancia della donna gravida, luminosa e portatrice di vita, la
Selene della notte. E’ la donna nella sua maturità
e nella sua bellezza piena.
Nella fisiologia femminile possiamo chiamarla fase della Madre,
questa ci riporta coi piedi a terra: la Luna Piena che la governa,
bianca, trionfante, luminosa ma anche prossima al re-inizio della
diminuzione, ci ricorda la presenza della nostra ovulazione. La
spinta genetica alla riproduzione ci porta da un lato a desiderare
l’accoppiamento, dall’altro a temerlo, conoscendo
le conseguenze.
Il senso di egocentrismo si perde e la donna matura la maternità
interiore, la predisposizione agli altri. Si ritrae dai suoi bisogni
e si dedica al prossimo con amorevoli cure. Si assume responsabilità
ed eccede nelle rinunce. Accudisce, nutre, genera idee e progetti,
consolida quelli esistenti. Attira la gente perché è
disponibile e attenta: è una buona ascoltatrice, è
la mamma, è la maturità piena.
Il ciclo continua e - come in un Tao, perché la vita è
fatta di opposti - cala la fase luminosa. Luna calante, rivolta
ad Ovest come a guardare il regno delle ombre: è la vecchia,
è il declino, è la sterilità incipiente,
è il presagio della notte buia che ritorna.
E’ la fase dell’Incantatrice: l’ovulo non fecondato
viene rilasciato ed il lato interiore torna ad essere predominante.
E’ l’Ovest, è la Vecchia. Come Vecchia ha oramai
coscienza dei misteri della natura, dei suoi poteri e dell’effetto
che questi avranno sugli uomini. Incanta, ammalia, fa in modo
che le cose vadano come lei desidera. Le energie, se non gestite
in modo corretto, possono diventare troppo impetuose. Man mano
che questa fase si avvicina alla fine, la fase della Strega torna
a manifestare il suo potere, si diventa intolleranti, il gioco
non ci interessa più.
Nera infine è la luna, come nera torna ad essere la notte.
Gli spiriti degli altri mondi vagano in cerca di pace, Ecate incombe
ed i cani latrano al buio. La morte si sente nell’aria,
le tenebre sono ovunque.
La fase della strega corrisponde alle percezioni abbastanza diffuse
tra le donne di irritabilità e di distruttività.
La sterilità (sia fisiologica, sia nei sentimenti) predomina
e “contamina” tutto ciò che ci circonda. E’
una fase introspettiva, depurativa al massimo, di ricarica energetica.
La separazione dal mondo attivo serve per avere il tempo (mentale
oltre che fisico) per rigenerarsi.
I tabù allontanavano la donna da tutto ciò che è
generativo per evitare che questa “energia sterile”
si divulgasse. L’acqua “raffredda” il fuoco
interiore che divampa nella donna mestruata (il calderone: utero
che produce fuoco, sangue) pertanto bisognava evitarla, almeno
per un po’… L’interiorizzazione di questa fase
porta alla visione sciamanica (la strega viaggia tra i mondi a
cavallo della sua scopa), ai sogni premonitori, all’introspezione.
La donna cerca le risposte alle sue domande non con la ragione
ma con l’intuizione, col ventre recettivo come una parabola
girata verso il mondo.
E’ la morte.
Comprendendo il significato delle fasi lunari è più
facile comprendere la potenza ambivalente del femminile (la sterilità
di un mancata nascita annunciata dal sangue ma la potenzialità
insita di generare confermata dallo stesso) che veniva esorcizzata
con una serie di tabù e rituali.
La segregazione, ovvero il ritiro della donna in ambienti appositamente
adibiti (case delle donne) era il primo utile accorgimento. In
molte culture era soprattutto il primo mestruo, il menarca, ad
essere protetto in questo modo. Oggi leggiamo in ciò una
reclusione che va contro la donna e i suoi diritti, quando non
la demonizza, ed indubbiamente il significato della reclusione
- ove ancora praticata - ha assunto oramai questo ruolo (tant’è
che preferiamo andare al lavoro facendo finta di nulla, piuttosto
che rimanere isolate per qualche giorno solo perché siamo
sotto ciclo). Ma in origine questa protezione che difendeva la
comunità dalla sterilità momentanea trasmissibile
in senso energetico dal sangue mestruale, era soprattutto una
tutela per la donna: la esentava dai lavori quotidiani, dall’accudimento
dei figli e dalle insistenze del marito per dedicarsi alla visione
sciamanica o a quello che la Pinkola Estés chiama “il
tornare a casa”.
L’umore - fasi della vita
armonia [ideale] e disarmonia [reale]...
La fisiologia della donna è governata dai ritmi lunari
e dalla finalità non solo simbolica della generazione,
del nutrimento, della fecondità (estensibile dal singolo
a tutto l’ambiente che lo circonda: comunità, vegetali,
animali etc…); similmente il ritmo ciclico della luna si
rispecchia nella psiche femminile conducendola nell’arco
dei 28 giorni da fasi di grande disponibilità - e dedizione
verso l’altro - a fasi di necessaria introspezione che sfociano
anche in un bisogno di solitudine espresso allontanando gli altri
da sé: la lunaticità.
Tenendo conto che tutto ciò avviene all’incirca in
un mese (un tempo estremamente breve) e dalla pubertà e
fino alla menopausa, possiamo comprendere la confusione del mondo
maschile verso la nostra “mutevolezza”, instabilità,
lunaticità. Possiamo capire quanto sia difficile per loro
(così solari, così puntuali, così costanti)
comprendere il nostro cambiare repentino (letteralmente di settimana
in settimana).
Difficoltà e confusioni che abbiamo perfino noi stesse:
se non siamo più collegate consapevolmente al nostro ciclo
e subiamo la nostra volubilità come una disfunzione, un
disagio cercando rimedi che ci livellino.
Ma questo ciclo vive e palpita dentro di noi sin dalla creazione
e non possiamo livellarlo.
Possiamo solo imparare ad integrarlo.
Cosa si può fare per tornare
a “sentire” i ritmi lunari?
Quello che segue è solo una proposta che va intesa più
come una indicazione che non come un metodo.
L’obbiettivo è quello di recuperare una consapevolezza
ed un dialogo col proprio sé corporeo e con il suo linguaggio,
del quale in una donna, il ciclo ne è la principale manifestazione.
In primo luogo è necessario avere un calendario lunare
(potete trovare il nostro gratuitamente su www.nuovelune.it: l’unico
calendario realmente lunare, che parte da un novilunio e termina
al novilunio successivo).
Su questo calendario sarà possibile annotare le caratteristiche
del ciclo (nelle sue 4 fasi e non solo considerato come “i
giorni del mestruo”) e delle reazioni individuali:
Ogni donna può segnare delle osservazioni che potrebbero
essere simili alle seguenti:
Questi item intanto cominciano a darci la percezione del ciclo
nella sua globalità, mentre invece siamo abituate a pensarlo
solo nei giorni dell’evidente perdita di sangue e ad ignorarlo
negli altri. Inoltre ci consente di conoscerci meglio: di associare
la fame bulimica all’ovulazione, per esempio. Il nervosismo,
il bisogno di solitudine ed una certa “cattiveria”
alla fase dell’incantatrice – premestruale, il nostro
bisogno di sesso o di attenzioni ad altre fasi.
Approfondendo le osservazioni potremmo verificare con quali energie
il ciclo si allinea: una donna che non ha intenzione di generare
prole ma di dedicarsi a sé potrebbe scoprire di avere le
mestruazioni in luna piena, sincronizzando la sua creatività
ad un mondo magico e non procreativo. E via dicendo.
Potrebbe esser significativo, in futuro, anche analizzare items
quali l’importanza della Luna di nascita nella comparsa
delle mestruazioni, l’influsso dei transiti lunari ed esercizi
che possano armonizzare meglio le nostre energie con quelle della
luna: da donna a donna.
BIBLIOGRAFIA
Micaela
BALICE, Simbologia lunare e tradizione popolare, in “L’Ombra
– tracce e percorsi a partire da Jung”, V, 7/8, 1999
Micaela BALICE, Il calendario rituale contadino: il ciclo della
vita nel Casalese (Tesi di laurea, A. A. 1993/1994, Corso di Laurea
in Pedagogia, Università degli Studi di Torino) –
visionabile c/o Biblioteca Municipale Casale Monferrato –
Al
Jocelyne BONNET, La terra delle donne e le sue magie, Red Edizioni,
Como 1991
Phyllis CURROT, Il sentiero della Dea, Sonzogno, Milano? 1999
Riane EISLER, Il calice e la spada, Pratiche Editrice, Parma 1996
Marinella FIUME, Vita di Orazia, contadina e guaritrice, La Luna,
Palermo 1988
J. G. FRAZER, Il Ramo d’oro, Grandi Tascabili Economici
Newton 1992
Marija GIMBUTAS, The goddess and gods of old Europe 6500 –
3500 BC, University of California Press, Berkeley Los Angeles
1982
Marija GIMBUTAS, The Language of the Goddess, Thames & Hudson
1989
Carlo GINZBURG, Storia notturna, una decifrazione del sabba, Einaudi,
Torino 1989
Miranda GRAY, Luna rossa, Macro Edizioni 2000
Piercarlo GRIMALDI, Il Calendario rituale contadino, Franco Angeli,
Milano 1993
M. Esther HARDING, I misteri della donna, Astrolabio, Roma 1973
Dorothy MORRISON, L’arte della strega, Armenia, Milano 2002
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Vicki NOBLE, Il risveglio della dea, Corbaccio, Milano 1996
J. PAUNGGER, T. POPPE, Servirsi della luna, Tea Pratica, Milano
1994
Clarissa PINKOLA ESTÉS, Donne che corrono coi lupi, Frassinelli,
1993
Devon SCOTT, I giardini incantati, Venexia, Roma 2006
Roberto SICUTERI, Lilith, la luna nera, Astrolabio, Roma 1980
STARHAWK, La danza a spirale, Macro Ed., Diegaro di Cesena (FC)
2002
STARHAWK , Il sentiero della terra, Macro Ed., Diegaro di Cesena
(FC) 2005
Meriline STONE, When God was a woman, Harvest/Harcourt Brace edition
1976
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LA
LUNA
È
UNA DEA
di Maria Giusi Ricotti |
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In
ogni parte del mondo, in ogni cultura, in ogni tempo la Luna è
stata molto importante per tutte le genti.
Quello che la cultura “scientista” moderna ha voluto
ridimensionare a mero satellite della Terra, un “semplice”
specchio notturno per la luce del Sole, in verità ha visto
tempi migliori e molto maggiore considerazione.
Non vi è, infatti, cultura che non abbia venerato la Luna
come divinità… e, specificamente, come divinità
femminile (rare eccezioni si sono avute con “Dei-Luno”
maschi
come Sin il babilonese, Dio lunare padre del Sole Shamash, Soma,
divinità induista che rappresenta la forma simbolica della
Luna o alcune divinità aborigene dell’Australia e
pochi altri casi). Le Dee-Luna, invece, sono così tante
che è perfino difficile contarle.
Come si spiega questo?
La venerazione dei corpi celesti nasceva probabilmente in origine
dalla venerazione delle Forze attive della Natura, di cui la Luna
assolutamente fa parte (come ha ben spiegato Micaela, analizzandone
le influenze sulla vita terrestre e soprattutto umana). Deve essere
stato molto naturale passare dalla venerazione di Forze astratte
a una loro personificazione cosicché Luna, Sole, Venere,
Marte, Giove ed altri corpi celesti sono stati associati a divinità
antropomorfe.
Nel caso della Luna (e del Sole) queste divinità sono quasi
infinite, poiché questi astri, ambedue
essenziali per la vita sulla Terra, rappresentano i due “principi
primari” più importanti: il Principio Lunare ed il
Principio Solare.
L’espressione “principio primario” si riferisce
ad un’antichissima dottrina delle tipologie, la cui origine
si sottrae ad ogni indagine storica, giacché le sue tracce
si perdono nella notte dei tempi. Secondo la concezione della
filosofìa ermetica, i principi primari “sono esistiti
fin dall’inizio e, per così dire, sono una parte
preesistente ed originaria della creazione”.
I dieci principi primari sono partecipi di tutto, anche delle
vicende spirituali e mentali del nostro mondo.
Mentre il Sole è il Principio Maschile per eccellenza,
la Luna è il Principio Primario Femminile.
Da un po’ di tempo a questa parte il principio primario
femminile viene considerato il più importante in assoluto;
questo ha a che a che fare con il bisogno di recupero del femminile,
dopo secoli e secoli di preferenza dei principi primari maschili
(e del conseguente patriarcato, come forma più diffusa
di organizzazione delle società).
Poiché ogni cosa sulla terra può essere in certo
modo classificata come coerente con uno o l’altro dei principi
primari, se si volessero, per esempio, classificare alcune “cose”
tipicamente riferibili alla sfera femminile… come l’acqua,
alcuni ormoni, la fertilità, la ciclicità, per esempio…
si scoprirebbe che son tutte cose attinenti al Principio Primario
Lunare:
1) l’acqua i cui movimenti nelle maree e nella linfa dei
vegetali (e degli umani) sono governati dalla Luna; per la reversibilità
del fenomeno gravitazionale, la piccola Luna esercita una sua
attrazione nei confronti della Terra, originando fenomeni ed influssi
diversi tra i quali i più appariscenti sono indubbiamente
le maree.
2) l’ormone da attribuire al principio lunare è l’estrogeno,
il più femminile tra gli ormoni femminili perché
governa tutti gli sforzi materni, o tendenti a realizzare
la maternità: per esempio la disponibilità a concedersi,
la ricerca dell’unione con il partner, la sensazione del
piacere sessuale e il desiderio di concepire. L’estrogeno
favorisce quel piacere che porta frutti…
3) la fertilità: in campo vegetale ricerche di laboratorio
hanno dimostrato che la luce lunare svolge una sua precisa funzione
sulla vita dei vegetali, funzione che è diversa da quella
svolta dal Sole. La vibrazione dei raggi lunari, infatti, penetra
nel terreno a parecchi centimetri di profondità favorendo
la germinazione dei semi.
Vista dalla nostra prospettiva terrestre la Luna cresce e decresce
ritmicamente nel suo ciclo; è compito del principio lunare
oscillare con il ritmo della vita ed essere legato con tutti i
processi naturali, in special modo con la fertilità. La
donna in cui agisce prevalentemente il principio lunare (anche
altri principi possono agire) è la donna materna fertile
ma la Luna agisce, in modo diversa, in ogni fase della vita femminile.
4) la ciclicità in cui le donne fanno da specchio alla
Luna, attraversandone le stesse fasi, nel macrociclo:
giovane donna-luna crescente,
donna madre-luna piena,
donna matura-luna calante,
donna anziana/strega-luna nera
e nel microciclo mensile :
vergine/crescente - tra mestruo e ovulazione,
madre/piena - in fase ovulatoria,
incantatrice/calante - tra ovulazione e mestruo,
saggia-strega-crona/nera - al mestruo
È un gioco di specchi, la donna riflette la Luna e la Luna
riflette la donna: Come sopra così sotto, come sotto
così sopra…
Al principio lunare appartengono anche dei comportamenti: il partecipare,
il confidarsi e il lasciarsi guidare, per esempio, che generalmente
sono tipici femminili (il lasciarsi guidare magari non sempre
e non da tutti!)
A livello materiale fa parte del principio lunare e fa parte “tutto
ciò che è morbido, impressionabile ed influenzabile”,
direi quindi senz’altro anche la donna.
Nel principio lunare regna soprattutto l’esperienza soggettiva
contrapposta alla oggettività solare. L’emotività
contrapposta alla razionalità.
Il simbolo del principio lunare è la coppa o la falce lunare
un simbolo del concepire, del contenere e proteggere la vita,
del nutrire… quindi tutto femminile.
Ai livelli evoluti, cioè quando il Principio Lunare agisce
in persone consapevoli, troviamo un’alta sensibilità
e capacità di immedesimarsi, una partecipazione premurosa,
incondizionato amore materno e umana compassione.
E queste sono le qualità delle Dee Lunari… le qualità
del Sacro Femminile.
Cosa vi è di più sacro nella vita, se non la Vita?
Ecco che nella celebrazione della Vita la Luna prende la sua misura
divina.
L’astro che governa le maree delle acque in cui la Vita
ha avuto origine, l’astro che scandisce i cicli e i ritmi
dell’universo femminile diventa, è, è sempre
stata e sarà sempre una Dea.
Una Dea Femmina (Il Luno non è convincente…).
Ma la Luna… la Luna sì.
Lei è la Dea per eccellenza e ci è compagna, e ci
è vicina. Basta alzare gli occhi al cielo per vederla.
Basta un poco di attenzione consapevole per sentirla agire nel
quotidiano di ognuna di noi donne.
Ho perfino sentito dire, ma non ho trovato convincenti riscontri,
(per quanto l’ipotesi sia suggestiva…) che esiste
un ritmo lunare anche nell’uomo, pur se non così
visibile come nella donna. Non mi sorprenderebbe… dopotutto
anche noi donne abbiamo una componente solare.
LA SACRALITA’
DEL FEMMINILE
Perché oggi è tanto importante ritrovare la sacralità
del femminile?
Io credo che nell’esperienza di ogni donna, anche la più
rispettata e privilegiata fra noi, la più libera, quella
che ha saputo meglio realizzarsi in qualsiasi campo abbia scelto…
ci sia una ferita mai del tutto rimarginata.
Questa ferita si chiama svilimento dei valori femminili.
Viviamo in una società in cui quello che più conta
sono l’apparenza e il benessere materiale. Sono cose importanti…
tutti noi abbiamo diritto e piacere nel vivere bene e nel godere
di un’immagine di prosperità e bellezza.
Ma questo nostro mondo persegue questi “valori” in
maniera ossessiva, con spirito egoistico. I conflitti e le guerre
che rosicchiano gli angoli della Terra come un cancro trovano
giustificazione, non come ci viene fatto credere in motivi culturali,
razziali, religiosi, ma fondamentalmente in interessi economici.
L’industria della guerra è primaria nelle società
industriali. E le nazioni che pure fingono di opporsi ai conflitti
sono produttrici di armi e di tutto un indotto che porta ricchezza,
ma solo ad alcuni, non certo benessere e prosperità generale.
Siamo schiavi consapevoli di civiltà cosiddette progredite
dove l’interesse principale è il PIL, la crescita
economica.
Oggi vediamo in Italia molto chiaramente come gli interessi economici
di poche categorie stiano portando al delirio sociale…
La spazzatura che non sappiamo come smaltire non è solo
quella di Napoli ma è spazzatura dei comportamenti e degli
obbiettivi, ed è anche più tossica!!!.
A volte sembra di vedere intorno soprattutto crescita di povertà
e mancanza di speranza…
Molto tempo fa, quando Dio era una Donna - la Madre Luna - i valori
che guidavano le società pacifiche e le facevano prosperare
erano i valori della Vita (come nel caso straordinario e documentato
della Creta pre-ellenica).
Tutti i valori del femminile sono orientati prima di tutto a onorare,
proteggere e valorizzare la Vita.
La nostra società ha un gran bisogno che noi donne recuperiamo
la nostra natura fondamentale, smettiamo di adeguarci a regole
e tradizioni istituite da altri e… facciamoci avanti, centrate
in noi stesse, sostenendo i valori della Vita.
Dobbiamo lavorare pacificamente, come è nella nostra natura,
per diffonderli nella società.
La cultura della Spada, come è stata definita da Riane
Eisler, ha avuto già qualche millennio per dimostrare che
non è un modello valido per la prosperità della
Terra e dei suoi abitanti.
Solo se verrà riconosciuta la dignità dei valori
femminili come primari la società umana potrà imprimere
alla sua evoluzione una svolta positiva: con il rispetto della
Terra, con il crollo della conflittualità, con il tendere
alla bellezza e al benessere profondo, anziché alla ricchezza,
al consumismo sfrenato, al “potere per il potere”.
I valori del femminile sono i valori della Madre:
• la capacità di amore incondizionato; come le madri
equilibrate amano i figli, senza vantaggio personale e senza aspettative
schiaccianti.
• la capacità di sostenere e nutrire la vita; come
le madri equilibrate sanno crescere e proteggere le loro creature
non solo materialmente, con il cibo e le cose, ma anche con la
formazione di individui forti, sereni e fiduciosi in sé
stessi e nella Vita.
• la ricchezza interiore che porta una madre equilibrata
a prendersi cura prima di tutto di sé stessa perché
“una coppa vuota” non disseta nessuno.
• la capacità di darsi; che, in una madre equilibrata,
non è annullamento di sé, ma attenzione sottile
alle istanze di chi la circonda, sviluppo delle capacità
percettive e risposta adeguata.
• la tolleranza e il rispetto della libertà che,
in una madre equilibrata, si esprimono nella capacità di
non modellare i figli sui suoi valori ma di dare loro gli spunti
perché riescano a costruirsene di propri. E, soprattutto,
nel non considerare mai i figli come proprietà o estensioni
di sé, ma come individui liberi di intraprendere qualsiasi
cammino.
• la solidarietà che fa sì che una madre equilibrata
non agisca mai a colpi di testa ma si rifaccia alla saggezza del
femminile e al conforto della sorellanza con le altre donne.
Se questi fossero i valori che ispirano e guidano la società,
la prosperità e la ricchezza sarebbero la naturale conseguenza
di un modo armonico di vivere la Vita.
Io credo che noi donne abbiamo molto da dare alle società
e che la nostra ferita sia proprio quella di esserci dovute adattare,
fin dalla nascita, a un mondo che non rispetta i principi della
nostra natura. Che, torno a dirlo, è una natura generosa
e dinamica: la Natura Lunare.
Non dimentichiamo che ogni donna, che abbia effettivamente partorito
o no, è una Madre e che i “figli” di una donna
non sono solo quelli che materialmente escono dal suo utero.
Così occorre che, se vogliamo che la società umana
inizi a prendere una nuova direzione, cominciamo a nutrire noi
stesse recuperando i valori che ci sono propri, ma che sono stati
dismessi e svalutati e che, cominciamo a spargere per il mondo
i nostri “figli”.
Se sono persone in carne ed ossa, ed avremo lavorato bene, saranno
individui più umani, più attenti al benessere della
Terra. Se sono figli-progetti, figli-opere, saranno ugualmente
o, forse, anche più utili al benessere della Terra.
Perché in tutto quello che esce dalle mani, dalla testa
e dal cuore di una donna-madre può diffondere bellezza
e amore.
Non importa se è anche solo una piccola cosa. Non sono
le grandi imprese o i grandi eroismi che costruiscono un mondo
solido, ma le cose fatte bene, anche se piccole.
Nella Wicca si dice che il Sacro e il Divino pervadono, anzi,
sono presenti in ogni cosa. Cosicché il primo luogo in
cui andiamo a cercare la divinità è dentro di noi.
Per le donne questo è in verità molto facile…
che la Dea sia dentro e non fuori di noi ce lo dicono i nostri
poteri più grandi, la nostra natura, i mille simboli della
Dea che sono simboli della Donna.
Il problema vero non è crederci, ma farla emergere la Dea
che è in noi!
Lasciare che la Sua Luce ci illumini, dall’interno, il cammino.
In questo la Luna ci è maestra e le Dee lunari sono fonte
di infiniti insegnamenti.
LE DEE LUNARI
Sarebbe bello ma è davvero impossibile fare una carrellata
di tutte le Dee lunari… né è questo lo scopo
di questo incontro.
Lo scopo è quello di incuriosire le donne e gli uomini
presenti a capire perché la Luna e i valori che simbolicamente
esprime sono tanto importanti.
Ogni Dea lunare ha le sue specifiche caratteristiche.
Ricordo che quando ho incominciato a fare le mie prime ricerche
sulle Dee ero stupefatta dalla molteplicità di significati
che la Luna esprimeva attraverso le divinità che scoprivo.
E ogni volta che scrivo di una di loro, mi sento chiamata, attratta,
incantata e, man mano che si entra nel merito dei significati,
sento una possessione benevola, sento le mie mani che scrivono
e la mia mente che pensa prendere strade che neanche immaginavo,
quasi fossi guidata. E, alla fine ogni Dea mi lascia uno o più
ricordi indelebili del tempo che ho passato con Lei.
Ho scritto di Kerridwen, la maga, la strega che mi ha donato il
Calderone che ha dato il nome alla mia attività lavorativa,
al sito che ho fondato, a una animatissima mailig list…
Kerridwen porta la sapienza e la capacità di trasformazione
e rinnovamento della Luna.
Ho scritto di Chang O e del bisogno di evolvere, di crescere spiritualmente
che la porta dal semplice essere moglie di “qualcuno”
al diventare Signora della Luna, in algida solitudine. Con lei
ho scoperto che le donne pagano un prezzo amaro quando vogliono
crescere e sconfinare dal ruolo che è stato disegnato per
loro e ho scoperto la malinconia tipicamente femminile di esplorare
da sola un sentiero meraviglioso mentre non sempre le persone
che amo lo condividono o lo apprezzano.
Ho scritto di Kwan Yin e Tara, le dee soccorrevoli, che letteralmente
esplodono di amore incondizionato, materno, compassionevole, universale…
e partecipano delle vicende di tutta l’umanità e
da loro ho imparato a fermarmi un poco di più ad ascoltare
chi incontro.
Ho scritto di Arianna, signora dei Labirinti, della Morte e della
Luna Nera… e ho imparato a viaggiare con la Lei nei piccoli
e grandi labirinti della vita cercando di ricordarmi di non perdere
mai il centro di me stessa. E ho imparato a rinascere dopo ogni
avventura.
Ho scritto e letto di molte altre Dee… ed ognuna ha la sua
chiave, la sua sapienza da offrire, legata alla Luna.
Artemide mi ha regalato la passione per la sorellanza e il coraggio
dell’indipendenza.
Hera mi ha insegnato che la perseveranza nel rapporto si sostiene
con l’humor e mi ha suggerito anche di perdonarmi gli sbagli
d’amore e il carattere infiammabile.
Persefone mi ha accompagnata ad ogni traversata dei miei piccoli
inferni.
Ix Chel, la Dea Luna dei Maya, che è anche l’acqua
che ci disseta e ci rende fertili, mi ha insegnato che la Dea
è sempre presente in noi, visibile o invisibile che sia…
e che, qualche volta, sarebbe meglio anche per me rendermi invisibile…
Penso che il mio viaggio fra le Dee della Luna non avrà
mai fine…
Ho in mente un progetto in cui tenterò di raggrupparle
suddividendole secondo la fase lunare che rappresentano:
• le “Dee fanciulle in crescita”, che corrispondono
alla falce crescente della Luna, rappresentate dal colore bianco
(che ha una valenza “iniziatica”: queste Dee sono
iniziatrici di esperienze nella vita). Tra le Dee Bianche si possono
annoverare le Dee giovani, le innamorate, le passionali, quelle
“in carriera”… insomma quelle in cui agiscono
forze in espansione (Ishtar, Artemide, Venere, Atena e molte altre…)
• Le “Dee della Pienezza”, rappresentate dal
colore rosso (che ha una connotazione creativa e sensuale). Nelle
Dee Rosse agisce il potere della fertilità, della
generosità e della prosperità (le forze del raccolto).
(Per esempio Gaia, Demetra, Hera, Iside e tutte le Dee-Donna connotate
di energie mature).
• Le “Dee dell’esperienza”, avvolte nel
colore nero (simbolo di consapevolezza esistenziale e di potere
sapienziale – anche distruttivo, se è il caso). Nelle
Dee Nere, infatti, agiscono le forze della magia e della saggezza
e, talvolta le forze della riduzione (Ecate, Kerridwen, Kali,
Lilith etc.)
Mi piacerebbe inventare delle celebrazioni per gli Esbat, ed anche
per le fasi lunari “lavorando” con queste Dee, scegliendole
coerentemente con la fase, il transito lunare e l’energia
del momento.
Secondo me è importante nella pratica pagana, soprattutto
se agita dalle donne avere consuetudine e disinvoltura con le
energie lunari del momento (oltre che delle consuete Feste solari
della Ruota dell’Anno).
Siamo sotto i raggi della Lunazione del Lupo, per l’esattezza
è appena iniziata la fase calante. È un ottimo periodo
per coltivare gli affetti famigliari e le relazioni di “branco”.
Da tempo ad ogni lunazione scrivo (o aggiorno) nel sito www.ilcalderonemagico.it
una relazione sui suoi significati. Ho scoperto che non è
un interesse molto comune purtroppo: in verità è
difficile trovare notizie sulle lunazioni che vadano un po’
più in profondità dei loro vari nomi o delle poche
indicazioni espresse da Dorothy Morrison nel suo libro L’arte
della Strega.
Ma anche portare un poco di più la focalizzazione dagli
aspetti solari dei periodi (Sabbath) agli aspetti lunari (Esbat)
è un modo per sperimentare maggiormente il Principio Lunare
e valorizzare il Sacro Femminile.
Vi invito davvero a approfondire lo studio delle lunazioni, e
a celebrarle perché è un campo ricco e interessante
e come diceva Doreen Valiente nell’ “Incarico della
Dea”, a celebrare le Lune almeno all’Esbat (la Luna
Piena!!!), ma ancor meglio se tutto il mese e in tutte le fasi.
Non c’è bisogno di grandi sforzi: basta farvi attenzione
e - tanto per farci ancora un poco di pubblicità - nei
siti del WEB RING NUOVELUNE potete trovare davvero parecchio materiale,
per ispirarvi e cominciare a districarvi.
Cominciando dai bellissimi libri ispirati alla Luna di Chicca
Morone (www.chiccamorone.it) che in tanti conoscete già,
al lavoro di Micaela che imposta un calendario delle coltivazioni
del tutto originale e basato sulle esperienze sue e del suo compagno
(www.strie.it), a diverse informazioni sulle lunazioni, le fasi
e i transiti lunari che trovate in www.ilcalderonemagico.it e,
naturalmente al sito del WEB RING NUOVELUNE che si sta ingrandendo
come una Luna Crescente e offre il servizio del Calendario Lunare.
BIBLIOGRAFIA
Margit
DALHKE, Rudiger DALHKE, Volker ZAHN, Medicina e autoguarigione
per la donna, Edizioni Mediterranee
Riane EISLER, Il Calice e la Spada, Frassinelli
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LA
MAILING LIST
DEL
CALDERONE
MAGICO
di Maria Giusi
Ricotti
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Come vedete ho cominciato a parlare di Internet.
Per me è stato in questi ultimi dieci anni uno
strumento imprescindibile. Quando sono finalmente riuscita
a dare un nome a quello che sono (e ci sono riuscita in
età avanzata!) io che da 26 anni ho lasciato Milano
che è la mia città natale per la Sardegna…
beh, non avevo molti riferimenti e contatti.
Sentivo la necessità di confrontarmi con altre
persone che fossero su un percorso simile al mio ma i
pochi che allora conoscevo erano tutti qui, a Milano…
Internet è stato il ponte. Mi ha permesso di conoscere
persone, mantenere i contatti con amici, personaggi…
anche internazionali. Devo molto della mia vita sociale
pagana alle musenellarete e a Rosalba Formato che considero
una sorella.
È stato abbastanza spontaneo finire a lavorare
per un sito, ma ancora mancava il contatto con la Tribù
delle Donne…
Dopotutto, più ancora del paganesimo, sono sempre
stata interessata alla spiritualità declinata al
femminile e sentivo il bisogno di far parte di un cerchio
femminile.
Così è nata la Mailing list del Calderone
Magico.
La pagina introduttiva su Yahoo, recita:
“Il Calderone Magico è il ventre della
Dea, la porta della vita, il luogo dello spirito divino
e dell’ispirazione. Sei erbe magiche vi devono sobbollire
per un anno e un giorno: un tempo simbolico che rappresenta
la preparazione, lo studio, la pratica che precedono la
realizzazione della Magia.
Alla fine di quel periodo il Calderone Magico produce
le Tre Gocce Benedette di Saggezza.
Le tre gambe su cui poggia, ricordano la triplice divinità
della luna e del divino femminile.
In questo simbolo antico di rinnovamento, rinascita spirituale,
trasformazione e abbondanza inesauribile, sono presenti
i quattro elementi della vita: l’acqua che lo colma,
il fuoco che lo fa ribollire, le erbe al suo interno che
provengono dalla Madre Terra e, nell’aria, il vapore
e il profumo.
Il Calderone del Profondo è il simbolo femminile
primario del mondo pagano e rappresenta il grembo della
Grande Dea da cui tutte le cose sono create e nutrite.”
I topics sono svariatissimi.
Si va dalle riflessioni profonde sulla spiritualità
femminile, sulle Divinità, sul sentire religioso
e sull’agire magico ai piccoli problemi personali,
di umore o di salute.
Ma si passa anche per le ricette di cucina,
oppure per la sapienza delle cure olistiche (abbiamo molte
esperte qualificate),
l’interpretazione dei sogni (per la quale pure abbiamo
delle “sognologhe” molto acute e percettive);
ci scambiamo consigli sull’educazione dei figli
ed è sempre molto gettonato tra noi ragazze, giovani
e vecchie - l’argomento “affari di cuore”.
Ma con un pizzico di pepe e di smaliziata disinvoltura,
perché abbiamo scoperto che noi donne siamo bravissime
a parlare non solo di amore&sentimenti ma anche…
di “sesso” - esattamente come i nostri compagni:
senza remore, pur bandendo ogni volgarità.
Ultimamente si sono scatenate in ML le iniziative concrete.
Abbiamo preparato ben due mazzi di Tarocchi in due formati
differenti.
Siccome le donne in lista sono pirotecnicamente creative
e spaziano dalle arti pittoriche al bricolage, all’uncinetto,
allo scrap-booking, all’oreficeria, alla ceramica,
la grafica, la pasticceria ed altro ancora… recentemente
abbiamo inaugurato un database per uso interno dove venderci
tra noi le cose che produciamo. È ammesso anche
lo scambio: un ritratto per un gioiello, un paio di presine
all’uncinetto per due chili di biscotti…
Stiamo progettando di fare un vero e proprio e-commerce,
aperto anche agli iscritti al sito Il Calderone Magico
e ai siti del Circuito Nuove Lune (http://www.nuovelune.it).
Da tutto agosto, dopo aver celebrato “insieme”
una serata sotto le stelle cadenti, abbiamo riflettuto
in maniera approfondita sui desideri e sul “saper
desiderare”, un’arte che abbiamo scoperto
essere difficile e raffinata.
È davvero un Calderone ribollente di vita e di
iniziative… un luogo dove lo scrivere si incontra
con il fare e dove il Femminile prende una dimensione
di apertura, solidarietà e collaborazione che nel
mondo è troppo spesso dimenticata.
Così abbiamo un gruppo di reiki…
E assistiamo spessissimo a episodi, in cui le “calderonare”
si aiutano e si sostengono l’una con l’altra
- con le parole o concretamente - condividendo gioie,
preoccupazioni e dolori… si confrontano sui problemi,
dialogano sulle differenze di opinione… si incontrano
nelle rispettive città, stringono amicizie, celebrano
o viaggiano insieme…
Il tutto condito con l’ingrediente essenziale della
felicità: l’umorismo!!!
Abbiamo anche una ML parallela e casereccia chiamata Risoterapia…
Mentre descrivo le nostre attività mi rendo conto
di quanto povere siano le parole per riuscire a dipingere
l’intensa vitalità che anima questo gruppo.
E siccome la ML è soprattutto figlia mia e “ogni
scarafone è bello a mamma sua” vi leggo le
parole della sua madrina Micaela, che dovrebbero essere
un tantino più imparziali (si fa per dire…):
“La ML del Calderonemagico - così come
i siti ad essa collegati - nasce da un sogno condiviso,
una visione di cui abbiamo chiare le linee al di là
delle parole.
E’ per questo che funziona, che ha la sua magia.
La visione nitida è quella di recuperare il clan
delle donne: quella dimensione forse privata, è
vero, ma dove la “donnità” si possa
esprimere liberamente senza fraintendimenti, senza traduzioni
linguistiche o comportamentali, senza coperture o protezioni
per evitare violenze.
Un luogo al femminile, un gineceo lunatico e lunare appassionato,
mutevole, solidale, creativo, dove dolore e forza si confondono
e si mescolano facendoci sentire meno sole, meno pazze,
meno incomprese.
Scoprire che la “donnità” non è
una malattia, non è essere “mancante”
rispetto all’unità di misura - maschio età
media bianco - e scoprirlo proprio grazie al confronto
schietto che avviene in lista, consente a ciascuna di
noi di intraprendere percorsi di guarigione, di crescita.
In questo senso la ML è un luogo di ascolto e condivisione
molto forte: nessuna è sola in ML, fosse anche
solo per la media dei messaggi giornalieri.
La moderazione di un’esperienza del genere è
impegnativa e formativa allo stesso tempo. Per come abbiamo
sempre inteso il moderare, non vi sono censure bensì
filtri: il filtro consente a ciascuna di esprimere le
proprie idee ma nel rispetto degli altri, delle altre,
nel senso di una visione positiva e costruttiva della
vita.
Io la paragono all’arte della filatura: mille fili
colorati che si intrecciano dalle dita componendo fantastici
disegni; si lascia che l’intreccio si svolga da
sé finché è armonico; pazientemente
si disfano alcuni nodi che ogni tanto compaiono e solo
dove scaturisce disarmonia si interviene anche tagliando
dei fili...
Nella ML si è scelto di privilegiare la cultura
del Calice a quella della Spada, della cooperazione al
posto della competizione, della solidarietà al
posto dell’individualismo, dell’ascolto al
posto del solo parlare: nonostante vi siano donne appartenenti
alle più svariate religioni e tradizioni spirituali,
da quelle neo pagane alle cristiane e cattoliche, quello
che ci accomuna è la capacità di vedere
al di là di tutto Lei: colei che ha mille nomi,
l’aspetto femminile del divino che ci ha create
a sua immagine e somiglianza.
E noi questo non vogliamo più scordarlo!”
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IL CALENDARIo
LUNARE
NUOVELUNE
di Micaela Balice
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Il computo del
tempo è stato sin dalle origini della presenza umana
sulla Terra una materia di osservazione e studio e sicuramente
una necessità per dare senso e organizzazione della vita
della comunità...
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www.nuovelune.it © 2008 - Qualsiasi riproduzione
è vietata.
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Art direction,
grafica e animazioni del sito di Maria Giusi Ricotti - Il
Calderone Magico © 2007 - 2008
Qualsiasi riproduzione è vietata.
IL CALENDARIO
LUNARE Del web-ring NUOVE LUNE È UN LUNARIO CHE PRENDE IN CONSIDERAZIONE
LA LUNAZIONE CORRENTE ANALIZZANDOLA NEL DETTAGLIO IN TUTTE LE SUE FASI
LUNARI.
QUESTO
CALENDARIO LUNARE TROVA IL SUO COMLETAMENTO NATURALE NELL'AGRILUNARIO
(AGRI_LUNARIO O LUNARIO DELLE COLTIVAZIONI) DEL SITO STRIE: L'UTILIZZO
DEI DUE LUNARI CONSENTE DI AVERE UN QUADRO MOLTO PRECISO DELLA LUNAZIONE
E DEI TRANSITI LUNARI DEL MESE CORRENTE E DI TENERE CONTO DEGLI INFLUSSI
LUNARI NELLA VITA E NELLE COLTIVAZIONI.
IL CALENDARIO
LUNARE EVIDENZIA SIA I TRANSITI LUNARI SIA LE CORRISPONDENZE DEGLI ELEMENTI
(I 4 ELEMENTI: TERRA, ARIA, ACQUA, FUOCO) SIA LE CORRISPONDENZE LUNARI
CON LE ENERGIE DEL GIORNO (GIORNI DELLA RADICE, GIORNI DEL FIORE, GIORNI
DELLA FOGLIA, G †IORNI DEL FRUTTO DANDO UNA PANORAMICA COMPLETA DEL
CICLO MENSILE LUNARE.
QUESTO
LUNARIO INIZIA DAL PRIMO GIORNO DELLA LUNAZIONE, QUANDO LA LUNA È NERA,
PER CUI NON È SVILUPPATO SUL MESE SOLARE (CHE VIENE COMUNQUE INDICATO)
MA PIU' COERENTEMENTE SULLA LUNARITA', COSICCHÈ L'ESBAT LUNARE (LUNA
PIENA, PLENILUNIO) SI TROVA AL CENTRO DEL CALENDARIO.
DETTI E
PROVERBI LUNARI SONO INDICATI IN BASE ALLA LUNAZIONE, INSIEME ALL'INDICAZIONE
DELLE OTTO FESTE SOLARI (SABBAT) O FESTE DELLA RUOTA DELL'ANNO MAGICO.
IL CALENDARIO È LUNISOLARE.
I TEMI
DI QUESTA PAGINA SONO: LUNA, FASI. CALENDARIO, CALENDARIO LUNARE, LUNARIO,
AGRILUNARIO, CALENDARIO DELLE COLTIVAZIONI, LUNA ASCENDENTE E DISCENDENTE,
LUNA NEI QUATTRO ELEMENTI, LUNA NEI SEGNI ZODIACALI, FASI LUNARI, LUNA
NERA, LUNA PIENA, LUNA NUOVA, PRIMO QUARTO, ULTIMO QUARTO, TRANSITI,
TRANSITI LUNARI, ESBAT, SABBAT, LUNAZIONE, LUNAZIONI, RUOTA DELL'ANNO,
RUOTA DELL'ANNO MAGICO, 13 LUNE, LUNA BLU,CICLO MENSILE LUNARE, NUOVELUNE,
IL CALDERONE MAGICO, STRIE. |
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